Art Society – Recensione

C'è un piccolo piacere nel guardare una parete piena di quadri e sapere che ognuno sta esattamente dove deve stare. Art Society trasforma quel piacere in un gioco: si fanno offerte segrete su opere d'arte, le si appende al proprio muro come tessere di un puzzle e si spera che la moda del momento premi proprio i ritratti o i paesaggi che abbiamo collezionato. Il motivo per parlarne adesso è semplice: è uno dei cinque finalisti del Gioco dell'Anno 2026, accanto a Bomb Busters, Echoes of Time, Rebirth e Thunder Road: Vendetta. Per noi Corsari è il momento giusto per capire se merita la corona.
È la prima creazione del game designer Mitch Wallace, pubblicata in originale nel 2023 dallo studio maltese Mighty Boards. Negli Stati Uniti si è fatto notare in fretta: la catena Barnes & Noble lo ha scelto come suo Game of the Year 2024. In italiano lo porta Giochi Uniti, ed è proprio l'edizione Giochi Uniti a figurare tra i finalisti. L'edizione italiana è già disponibile su Dungeon Dice.
Come funziona
Art Society si gioca da due a quattro, dai 10 anni in su, in una partita che dura dai 30 ai 60 minuti. Ogni giocatore ha la propria parete da riempire e un mazzo di carte offerta numerate da 1 a 20. A ogni round un banditore scopre tanti quadri quanti sono i giocatori più uno; tutti scelgono in segreto una carta e la rivelano insieme. L'asta non stabilisce un prezzo ma un ordine: chi ha puntato di più sceglie per primo, e la carta giocata non torna in mano. Il quadro va poi appeso toccando almeno un'altra opera, senza ruotarlo: cornici uguali affiancate danno tessere decoro bonus, mentre due quadri dello stesso genere che si toccano sono una gaffe e a fine partita non valgono nulla. C'è un assistente che può tenere da parte un quadro per un turno successivo, e un museo che riceve l'opera rimasta invenduta, facendo salire il prestigio del suo genere. A fine partita la classifica del prestigio diventa il moltiplicatore dei punti: paesaggi naturali, paesaggi urbani, nature morte e ritratti valgono in base a quanto il mondo dell'arte li ha celebrati. I quadri stessi sono parodie affettuose di capolavori, dalla Dama con l'ermellino alla Terrazza del caffè di Van Gogh.
Cosa dice la community
L'incastro. Quasi tutti i recensori sottolineano come asta e piazzamento lavorino bene insieme. Tony Mastrangeli su Board Game Quest gli dà quattro stelle su cinque e lo definisce "a fun auction and spatial puzzle game that offers plenty of interesting decision points", apprezzando l'assistente che rende meno amare le scelte obbligate. Su Meeple Mountain Justin Bell lo giudica "Excellent", lo trova leggero e adatto anche a chi non è un giocatore abituale, e scrive che con più giocatori al tavolo ha regalato "maximum fun". Dale Yu su The Opinionated Gamers apprezza il quadro rimasto invenduto che fa salire il valore dei suoi simili e scrive che "the art is fabulous". Matthew Smail su Nerdly gli assegna quattro su cinque e scrive che "it is simple to teach and learn, but tough to master", mentre i quattro recensori di Dice Tower gli danno voti tra 7 e 7,5.
I limiti sono altrettanto condivisi. In due l'asta perde mordente: lo scrivono Board Game Quest, secondo cui "it really needs 3-4 to shine", Meeple Mountain, che trova la partita a due "fine, and nothing more than that", e Giulia Giaume su Artribune, che pure lo definisce "un gioco facile e divertente da imparare" ma osserva che "è un po' un controsenso non poter accostare opere simili per soggetto". Dale Yu racconta che nel suo gruppo il banditore offriva quattro tessere della stessa forma per assicurarsi quella che voleva, cosa che gli ha lasciato "a bit of a fragile feeling", e che la durata varia molto a seconda della grandezza dei quadri usciti. Nerdly avverte che chi tende ad analizzare troppo può a volte bloccarsi davanti alle scelte, e il blog Il Puzzillo, commentando la cinquina dei finalisti, lo liquida come "un gioco di aste del 2023 dal gusto retrò, that's it".
Il nostro giudizio
Lo consigliamo ai gruppi di tre o quattro che cercano un gioco leggero ma con decisioni vere; a chi ama i puzzle spaziali e vuole un'asta che non chieda di contare soldi; a chi cerca un titolo elegante per portare al tavolo amici che amano l'arte più dei giochi. Meno adatto a chi gioca quasi sempre in coppia e a chi cerca dal tavolo una profondità da gioco esperto.
Mattia Drago



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